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Progetti · patrimoine

CMN, progetto THEIA

Centre des monuments nationaux France 2023–2025
CMN, progetto THEIA

Contesto

Progetto presentato in forma editoriale. Ulteriori dettagli possono essere aggiunti nel corpo Markdown.

Sfida di osservazione

Documentare e analizzare incisioni paleolitiche a rilievo molto basso, su supporti e contesti di acquisizione molto diversi (musei, grotta, ambiente 3D), con necessità di normalizzazione scientifica.

Soluzione Mercurio

Sviluppo di una catena RTI riproducibile (acquisizione, trattamento, annotazione) che include dispositivi hardware specifici e un quadro documentale aperto.

Tecnologie

Risultato consegnato

Dataset RTI strutturati, protocollo operativo e modello di annotazione consegnati per la conservazione, lo studio e la diffusione dei corpora.

Il progetto THEIA rientra nel bando «Digitalizzazione del patrimonio e dell’architettura», intorno alle sfide di conservazione, studio e diffusione del patrimonio paleolitico. Il suo obiettivo era sviluppare una catena di produzione RTI adattata all’analisi di incisioni parietali a rilievo molto basso, spesso difficili da leggere, documentare e condividere tra ricercatori.

Portato con il Centre des monuments nationaux (CMN) e diversi partner istituzionali, il progetto si è concentrato sulla produzione di dataset RTI riproducibili e sulla strutturazione scientifica delle annotazioni associate.

Acquisizioni RTI su frammenti incisi

Una prima parte del lavoro ha riguardato l’acquisizione RTI di frammenti incisi conservati nelle riserve del museo di Lussac-les-Châteaux. L’obiettivo era produrre acquisizioni omogenee su superfici lapidee complesse, con micro-rilievi talvolta estremamente deboli.

Scanner RTI a contatto con una parete incisa

A tal fine, Mercurio Imaging ha sviluppato uno scanner RTI ad hoc concepito specificamente per l’acquisizione di incisioni su pietra. Il dispositivo permetteva di automatizzare le riprese e di garantire una riproducibilità sufficiente per usi scientifici e comparativi.

Prototipo di scanner RTI per acquisizione in laboratorio

Le acquisizioni sono state poi trattate per produrre immagini RTI interattive che permettono di esplorare dinamicamente le variazioni di superficie tramite reilluminazione virtuale.

Scanner RTI posizionato davanti a una parete incisa

Acquisizione di grandi superfici nella grotta Chabot

Il progetto ha riguardato anche l’acquisizione in situ del pannello dei Mammouth nella grotta Chabot, in un ambiente molto più vincolato.

Dispositivo RTI installato nella grotta per acquisizione in situ

La sfida principale consisteva nell’adattare i protocolli RTI a una parete di grande dimensione, in un contesto sotterraneo complesso, con forti vincoli legati all’accessibilità, alla conservazione e alla stabilità delle acquisizioni.

Scanner RTI di fronte a una parete di grotta incisa

Queste sperimentazioni hanno permesso di convalidare la possibilità di produrre mosaici RTI di grande superficie utilizzabili per lo studio delle incisioni parietali.

Vista ampia di acquisizione RTI in grotta

RTI virtuale e sfruttamento di scene 3D

Il progetto THEIA ha esplorato anche un approccio complementare: l’RTI virtuale. A partire da modelli 3D esistenti provenienti da campagne di digitalizzazione ad alta definizione, abbiamo sviluppato un protocollo che permette di generare acquisizioni RTI virtuali direttamente in una scena numerica.

Questo approccio apre prospettive importanti per lo studio di siti difficili da raggiungere, fragili o chiusi al pubblico. Permette inoltre di riutilizzare corpora 3D esistenti con una logica di analisi orientata alla superficie e al micro-rilievo.

Strutturazione scientifica delle annotazioni

Oltre alla produzione dei dati RTI, il progetto ha riguardato la strutturazione delle annotazioni scientifiche associate ai rilievi.

Acquisizione RTI in ambiente sotterraneo vincolato

Il lavoro svolto nel quadro del secondo work package mirava a definire:

  • un vocabolario controllato di rilievo;
  • una convenzione grafica minima condivisa;
  • un formato di annotazione vettoriale aperto;
  • una strutturazione compatibile con il modello CIDOC-CRM.

L’obiettivo era collegare geometria del rilievo, descrizione semantica e conservazione dei metadati in una logica FAIR e interoperabile.

Una catena RTI riproducibile per il patrimonio

I lotti dedicati all’acquisizione e alla strutturazione documentale sono stati consegnati e costituiscono oggi la base operativa del progetto THEIA.

Il lavoro svolto ha permesso di convalidare diversi punti chiave:

  • la riproducibilità delle acquisizioni RTI su supporti vari;
  • lo sfruttamento dell’RTI su grandi superfici parietali;
  • l’utilizzo dell’RTI virtuale in scene 3D;
  • la strutturazione di annotazioni scientifiche aperte e durature.
Operatore che utilizza uno scanner RTI portatile

Oltre al contesto paleolitico, i metodi sviluppati in THEIA aprono prospettive per altri usi legati all’imaging di expertise, alla conservazione e all’analisi di superfici complesse.

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